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10 cose che bisogna sapere sul tumore del pancreas

10 cose pancreasNel 2013 le comunità dei malati, dei clinici e ricercatori, in rappresentanza dei più prestigiosi istituti europei di ricerca e cura, dei politici e dell’industria farmaceutica, hanno promosso la creazione della Piattaforma Europea per il Tumore del Pancreas (PCE), con l’obiettivo di delineare una strategia condivisa per questa patologia; informare i decisori nazionali ed europei sulle problematiche che pazienti e ricercatori devono affrontare ogni giorno e sensibilizzare l’opinione pubblica in generale e gli addetti ai lavori, compresi i medici di famiglia, al fine di indurre un cambiamento radicale in grado di offrire maggiori possibilità di cura ai pazienti e migliorare la loro qualità di vita.
In tale ambito, al fine di aumentare la consapevolezza sui sintomi e facilitare la diagnosi precoce, FAVO, in collaborazione con ECPC, l’Associazione Italiana per lo Studio del Pancreas (AISP) e Nastro Viola, ha aggiornato ed adattato al contesto italiano la brochure prodotta dalla PCE “10 cose che bisogna sapere sul tumore del pancreas” .

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Il dolore neuropatico dopo il cancro

dolore neuropaticoDopo la scomparsa dei sintomi e dei segni del cancro possono manifestarsi o persistere -soprattutto nei primi anni dopo i trattamenti antitumorali- dolori indotti dalla malattia o dalle terapie ricevute.

A volte queste condizioni possono scomparire con il tempo, ma talvolta i danni dei nervi (neuropatia) in relazione al trauma chirurgico, alla radioterapia e alla neurotossicità dei farmaci chemioterapici possono causare neuropatia periferica persistente.

 

 

 

  

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Patologie oncologiche e invalidanti. Quello che è importante sapere per le lavoratrici e i lavoratori

 

patologie oncologicheSi è tenuta il 19 aprile 2012 la presentazione del dépliant informativo “Patologie Oncologiche e invalidanti. Quello che è importante sapere per le lavoratrici e i lavoratori”. L’opuscolo è la concretizzazione di un impegno che mai prima d’ora si è realizzato in Italia.

Il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Elsa Fornero, la Consigliera Nazionale di Parità, i rappresentanti della Federazione delle Associazioni di Volontariato Oncologico (F.A.V.O.), dell’Associazione Malati di Cancro, parenti e amici (AIMaC) e delle maggiori sigle sindacali (CGIL, CISL, UIL, UGL, CONFSAL) hanno presentato l’innovativo risultato della collaborazione fra politica, associazioni di volontariato e parti sociali nell’ambito della tutela del lavoratore: l’opuscolo informativo sui diritti dei lavoratori malati oncologici.

Questa pubblicazione rappresenta la dimostrazione di quanto possa essere importante il contributo della società civile per il miglioramento delle condizioni di chi affronta una malattia grave e complessa come il cancro che sconvolge non solo il malato in prima persona ma l'intero contesto familiare e sociale. Il cancro si combatte anche nei luoghi di lavoro.

 

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La vita dopo il cancro

Vita dopo cancro

La popolazione dei guariti è in crescita grazie ai progressi delle terapie oncologiche e alla diagnosi sempre più precoce dei tumori. Per prendersi cura delle molteplici necessità di queste persone, è necessario un approccio multidisciplinare che coinvolga l’oncologo medico, il radioterapista e il chirurgo, ma anche lo psicologo e altri specialisti come il cardiologo, il ginecologo, l’urologo, il nutrizionista, il fisiatra e altri ancora. Oltre agli specialisti ospedalieri poi, è necessario che anche i medici di medicina generale siano parte del processo di sorveglianza, data la centralità del loro ruolo e la loro diffusione sul territorio.

Proprio l’emergere di questa nuova domanda di salute sta suscitando in questi anni un rinnovato interesse a individuare modelli di assistenza che, da una parte, garantiscano la qualità dei servizi offerti e, dall’altra, consentano la sostenibilità e l’equità del sistema. È in corso quindi, all’interno di molte società scientifiche, un ripensamento profondo dei modelli organizzativi che sono più adatti a sostenere i guariti nel loro percorso di riappropriazione di una vita piena.

Tutto questo lavoro non sarebbe sufficiente, tuttavia, senza l’attiva partecipazione e senza la maggiore consapevolezza dei propri bisogni da parte del soggetto delle cure, senza un contributo di conoscenze e d’informazioni. È per questa ragione che riteniamo sia indispensabile operare verso la costruzione di un patrimonio culturale condiviso. È necessario che le persone che hanno attraversato l’esperienza del cancro abbiano la possibilità di attingere alle informazioni necessarie per migliorare il proprio stato di salute.

Il libretto ha lo scopo di fare emergere la necessità di una gestione della persona anche dopo la fine delle cure e di fornire, in modo semplice e sintetico, gli strumenti di conoscenza indispensabili per contribuire al miglioramento del proprio stato di salute.
Speriamo in questo modo di contribuire alla crescita della cultura sul problema cancro e di suscitare interesse, idee e partecipazione in tutti quelli che hanno a cuore questa dimensione della vita.

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Ad Alta Voce - Indagine su problemi e speranze dei malati di cancro

ad alta voceUn partito di medie dimensioni. O la popolazione di una grande capitale europea come Parigi. Sono gli italiani che oggi vivono in Italia avendo o avendo avuto una diagnosi di cancro. Oggi ci si ammala di più, si muore di meno e si può convivere con il cancro anche per anni: il tumore tende ad essere sempre di più una malattia 'cronica', nonché una 'patologia sociale di massa', con un impatto sulla società che va ben al di là degli aspetti strettamente sanitari. “Il tumore è una patologia sociale, perché se colpisce la 'salute' delle persone e chiede una risposta medica e assistenziale all’altezza, coinvolge anche la 'vita' delle persone, i ruoli sociali, l’insieme delle attività e le relazioni”, afferma il presidente del Censis Giuseppe De Rita. “La diagnosi di tumore è un lifechanging event, perché impone un'improvvisa trasformazione della propria vita, in tutti i suoi aspetti e ambiti”. E per la prima volta, ai problemi e alle speranze dei pazienti viene data voce attraverso “AD ALTA VOCE", la prima grande indagine nazionale sui pazienti oncologici realizzata dal Censis in collaborazione con Favo e le associazioni federate.

 

Scarica l'indagine "Ad alta voce" in PDF:

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