Nelle opportunita' di cura per i pazienti oncologici, ci sono "difformita'" tra regioni. E' quanto emerge dalla ricerca del Censis per la Federazione delle associazioni di volontariato in oncologia (Favo).
Il presidente della 'Favo', Francesco De Lorenzo, evidenzia, anche in vista del federalismo fiscale, la "inaccettabile disomogeneita' nell'erogazione dei farmaci piu' innovativi che sono spesso salvavita, nell'assistenza domiciliare che e' un problema gravissimo e nel riconoscimento della disabilita' civile".

Le differenze nelle cure ai pazienti oncologici riguardano, rileva il Censis, innanzitutto i tempi di accesso ai farmaci: in 14 regioni la presenza di prontuari regionali rallenta l'accesso ai medicinali riconosciuti dall'Aifa. Cosa che non succede, ad esempio, in Piemonte e Lombardia dove in assenza di organismi intermedi, il farmaco e' subito disponibile. Per i nuovi farmaci antiblastici poi si distingue l'Emilia-Romagna che non ha inserito nel suo Prontuario una di queste tipologie.Altre difformita' riguardano, evidenzia il Censis, le "prestazioni specialistiche extraospedaliere di oncologia" che su 1.000 abitanti oscillano tra le 13,23 in Campania e le 172,88 a Bolzano. Forti differenze tra Nord e Sud in tema di radioterapia e sui servizi di supporto psicologico. Il presidente De Lorenzo infine segnala che dove le Regioni non hanno delegato all'Inps il riconoscimento della disabilita' civile ci sono "ritardi enormi come il Sicilia dove passa piu' di un anno".

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