Lo studio pubblicato nel Journal of Clinical Oncology ha osservato, probabilmente per la prima volta, una relazione tra dose di radiazione ricevuta al cuore durante radioterapia per il trattamento di un cancro in età pediatrica e mortalità cardiaca a lungo termine. Ricercatori europei hanno valutato il ruolo del trattamento sulla mortalità globale e cardiovascolare nel lungo termine dopo aver sconfitto il cancro in età pediatrica.
Sono state raccolte le informaz

ioni riguardanti la chemioterapia e la dose di radiazione erogata al cuore è stata stimata per i 2870 pazienti che erano stati sottoposti a radioterapia. Dopo un follow-up (medio: 27 anni) di 86453 persone-anno sono stati rilevati 603 decessi (entro la fine del 2002). Una relazione lineare è stata osservata tra la dose media di radiazione al cuore e il rischio di mortalità cardiaca.

"Questo studio – afferma il Prof. Francesco De Lorenzo Presidente F.A.V.O Federazione italiana che raccoglie più di 500 associazioni di volontariato oncologico – sulle conseguenze a distanza di trattamenti in età pediatrica è molto valido e rigoroso anche sul piano dell’impostazione scientifica. Per questa ragione F.A.V.O insiste perché si sviluppino analoghe ricerche anche per le persone guarite in età adulta alla luce dei dati già significativi che indicano anche per questi casi la comparsa di una patologia a distanza. Inoltre in collaborazione con AIOM e con i maggiori istituti a carattere internazionale stiamo realizzando progetti finalizzati ad individuare forme e modi per una prevenzione terziaria che sia in grado di informare le persone guarite dei controlli a cui devono sottoporsi per evitare la comparsa di queste patologie nel tempo". --
Ufficio Stampa F.A.V.O
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